Un paese smartphone dipendente
Così il Belpaese è diventato smartphone-dipendente: facciamo due conti.
Il maggio scorso è stato pubblicato su thinkwithgoogle.com il sondaggio Our Mobile Planet: Italy, gli smartphone sono diventati una parte fondamentale della nostra quotidianità e un pò di numeri ci aiutano a fare i conti con la nostra dipendenza da smartphone. Si, perchè oggi non me la ricordo neanche più la mia vita prima del mio iPhone e senza un’app che mi dica quali treni prendere e a che ora, probabilmente non arriverei mai puntale agli appuntamenti qui a Berlino, i viaggi in treno sarebbero interminabili e spesso sarei persa se non avessi la possibità di trovare quello che cerco immediatamente.
Il primo dato del sondaggio da prendere in considerazione è sicuramente il fatto che quasi un italiano su 3 è dotato di smartphone, il che è abbastanza impressionante se si considera che prima del 2007, quando la Apple introdusse l’iPhone, un cellulare che non si limitasse a chiamate ed SMS era riservato ad un mercato di nicchia fatto di benestanti ed appassionati di tecnologia. In particolare, quando la Apple introdusse il suo smartphone, oltre agli entusiasti, c’era una buona percentuale di scettici che vedevano nell’iPhone un costoso ibrido tra un cellulare e computer destinato all’insuccesso. Considerando questi dati oggi, tutti gli scettici si saranno di certo dovuti ricredere.
Tornando al sondaggio, pare che lo smartphone sia sempre acceso e sempre in tasca per il 69 % degli italiani: il 94 % degli intervistati lo usa a casa, l’81 % per strada e infine un 43 % non entra in un negozio senza.
Il 50 % degli utenti naviga su internet almeno una volta al giorno, nella maggior parte dei casi per controllare la posta elettronica e le news feed dei social networks. Ma forse uno dei dati più interessanti è il 31 % degli italiani che preferirebbe rinunciare alla propria televisione piuttosto che allo smartphone, e come dargli torto…
Lo smartphone ha cambiato profondamente le nostre modalità di comunicazione: possedere un iPhone, ad esempio, vuol dire avere la possibiltà di essere contattati con una chiamata, un SMS, un’email, un messaggio su whatsapp, su viber, su facebook o su twitter ecc. Il che se ci pensate può essere abbastanza spaventoso: come giustificare una mancata risposta? Ancora, secondo il sondaggio, il 75 % degli utenti controlla regolarmente i feed dei social networks, dove facebook e twitter la fan da padroni.
Circa il 90 % degli italiani ricerca informazioni di tipo locale sul proprio smartphone, con un 55% che prende contatti con cioè che è stato ricercato (può essere un ristorante, un bar o una banca), un 61% che visita il luogo virtualmente (la pagina web) o fisicamente, un 22 % che fa passaparola e un 32 % che fa acquisti. Considerando questi numeri è facile rendersi conto di come il comportamento dei consumatori abbia subito forti cambiamenti a causa dell’introduzione dello smartphone nella nostra quotidianità.
Ancora il 25 % degli utenti acquista online con il proprio smartphone e sembra che il numero sia destinato a salire, nonostante esistano ancora barriere di una certà entità al commercio mobile, infatti il 70 % preferisce utilizzare il computer per lo shopping online, il 18% non si sente sicuro, l’11 % pensa sia troppo complicato e l’8 % che sia costoso.
Tutto ciò influisce chiaramente sul mondo del business: le aziende che concentrano le loro energie sul mercato mobile e sono in grado di sfruttare la propensione degli utenti al multi-tasking nel rapportarsi con i media, implementando strategie di marketing orientate al mobile, possono contare su un certo vantaggio nello stabilire relazioni con i consumatori. Inoltre, considerando che l’82 % dei consumatori si affida al proprio smartphone per ricercare un prodotto o un servizio prima di acquistarlo, si può dire che vale davvero la pena per ogni business sviluppare strategie volte ad utilizzare il mercato mobile quale ponte tra mondo offline e online.
Giovanna Avino web writer della piattaforma di lavoro freelance twago
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